PRIMA L'ITALIANO

I docenti dei migranti saranno gli allievi del Linguistico De Titta

L'integrazione delle culture inizia sui banchi di scuola

I 24 migranti presenti da alcuni mesi al Centro di accoglienza di Villa Elce, a pochi chilometri da Lanciano, si metteranno a studiare la nostra lingua e l'aspetto più significativo è che i loro docenti saranno gli studenti del Liceo Linguistico De Titta. L'iniziativa è nata dal progetto "Prima l'italiano" realizzato dall'associazione Lanciano Lab Onlus e approvato dall'Amministrazione comunale, dalla Prefettura, dagli Istituti superiori Fermi e De Titta, dalla cooperativa Matrix e dalla Di Fonzo Viaggi e prevede l'integrazione delle culture a cominciare dai banchi di scuola. Gli studenti-Docenti che dal prossimo 4 aprile terranno le lezioni bisettimalali, il martedì e venerdì pomeriggio divideranno i partecipanti in due classi originate dalla lingua di partenza dei migranti, francese o inglese. Il tentativo è quello di creare una scuola di italiano per i migranti ideata sulla base delle risposte a un questionario che Lanciano Lab aveva proposto nei mesi scorsi e che aveva evidenziato la piena disponibilità degli stranieri ad imparare la nostra lingua. "Il nostro progetto - ha detto il presidente Francesco Di Bucchianico - vuole abbattere i pregiudizi e gli abbiamo dato questo nome provocatorio perché sui migranti sentiamo spesso ripetere i luoghi comuni scontati come -Prima gli italiani-". L'iniziativa ha trovato la disponibilità della Dirigente scolastica dei due istituti Daniela Rollo che ha ritenuto esportabile l'iniziativa nell'ambito di un percorso di formazione, inclusione e integrazione. L'azienda Di Fonzo metterà invece a disposizione i mini bus di trasporto degli studenti migranti alla scuola mentre le lezioni pomeridiane sono dedicate anche a coloro che vogliono mettere in pratica l'alternanza scuola lavoro. Il sindaco Mario Pupillo sta intanto pensando alla trasformazione del centro di accoglienza in un Sistema di Protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati e ha già presentato la richiesta alla Prefettura di Chieti.

di ARNOLFO PAOLUCCI

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