RADIOTERAPIA ONCOLOGICA

Chieti: un vero polo d'eccellenza sanitaria non sempre valutato correttamente dalla politica

La Radioterapia Oncologica di Chieti prosegue la sua intensa attività assistenziale e scientifica nell'assicurare alla popolazione la migliore offerta tecnologica oggi possibile in campo Radioterapico

A due anni e sei mesi dalla piena dotazione tecnologica, notevole il volume di attività svolto in termini di prestazioni come la Radioterapia ad Intensità Modulata Volumetrica (IMRT/VMAT), il costante controllo TC durante le terapie radianti (Radioterapia Guidata dalle Immagini/IGRT) e la Radioterapia Stereotassica di precisione (non oltre 1 mm la possibilità di centrare il bersaglio) sulle lesioni cerebrali metastatiche e del body con finalità ablative. Un volume di attività che trova progressivamente riscontro e validazione scientifica sulla intensa produzione di articoli sulle più importanti riviste mediche presenti sulle banche dati Pub Med e Scopus nel campo della Radioterapia Oncologica oltre che sugli inviti rivolti al team di Radioterapia di Chieti nei Convegni a livello nazionale ed internazionale nonchè sulla costante presenza e confronto con i migliori Centri italiani ed esteri di tutto il personale della Radioterapia teatina.

Ultimo in ordine cronologico, è arrivata quest'oggi la notifica (Figura 1) da parte della rivista Cancer Radiothèrapie, il cui Capo Revisore è il Prof. Jean Jacques Mazeron tra i nomi più blasonati e accreditati della Radioterapia internazionale, dell'accettazione e pertanto prossima pubblicazione di un importante lavoro condotto dal team di Chieti dal titolo: "Risparmio dell'Ippocampo nella Radioterapia Stereotassica delle metastasi cerebrali" che riguarda la possibilità di definire mediante una fusione di immagini tra TC di pianificazione radioterapica e RM un organo cerebrale critico per la dose radiante che potrebbe ricevere quale appunto l'Ippocampo, una parte del cervello, situato nel lobo temporale e che svolge un ruolo importante nei deficit della memoria e disorientamento a lungo termine se subisce dosi di radiazioni eccessive. Evenienza che può accadere nella Radioterapia Stereotassica cerebrale dove dosi di radiazioni molto elevate vengono somministrate in poche sedute ad elevata precisione.

La difficoltà sta nella definizione anatomica di questa regione molto piccola con strato molto sottile (Figura 2) e pertanto poco è stato pubblicato in merito nella letteratura scientifica. Il contributo del gruppo della Radioterapia di Chieti in merito si pone pertanto tra i riferimenti più importanti nel delicato compito di come definire correttamente questa delicata struttura nervosa quando si esegue una Radioterapia Stereotassica cerebrale. Questa pubblicazione segue un altro lavoro già recentemente pubblicato (2017) sulla rivista italiana La Radiologia Medica sullo sviluppo di una guida di contornazione e di un approccio pratico nella definizione dell'Ippocampo in tre differenti approcci di settaggio della testa del paziente.

"Continuo a condividere questo ulteriore riconoscimento - afferma il Prof. Domenico Genovesi- con uno staff splendido di medici (strutturati e specializzandi della Scuola di Specializzazione in Radioterapia di Chieti), fisici, tecnici, infermieri ed amministrativi che hanno saputo cogliere al volo il vento della nuova tecnologia radioterapica abbinata ad un'attenta appropriatezza clinica di impiego con una straordinaria spinta motivazionale che ha impresso un'accelerazione determinante per il miglioramento costante e progressivo della qualità dei trattamenti ponendo il paziente sempre al centro dell'attenzione e lavorando sodo giorno per giorno".

di MASSIMILIANO DI MASSIMO