STREET FOOD TIME

Il Festival del gusto 2017 tra le 12 tappe ha inserito anche Chieti

Centinaia di proposte culinarie da ogni regione d'Italia

Torna l’edizione 2017 dello “Street Food Time”, il tour itinerante della gastronomia che l’anno scorso ha girato in lungo e in largo tutta la penisola incassando strepitosi successi di pubblico. Ben dodici saranno le date di quest’anno. Nell’ordine Civitanova Marche, Pisa, L’Aquila, Taranto, Urbino, Salerno, Pescara, Matera, Andora, Castelnuovo del Magra, Napoli e Chieti.
Il primo appuntamento del 2017 sarà a Civitanova Marche il 29, 30 aprile e primo maggio. Nella piazza Ex Ente Fiera, affacciata direttamente sul mare, giungeranno stilosi food truck da ogni regione d'Italia che daranno la possibilità di gustare centinaia di proposte culinarie. Il tutto condito da decine di birre artigianali, vini pregiati, cocktail e intrattenimento musicale.
I fuochi si accenderanno alle ore 11:00 del mattino, eccezion fatta per il primo giorno che vedrà il taglio del nastro alle ore 18.00, e resteranno accesi fino a notte fonda. L’ingresso all’evento, organizzato dalla Blunel con il patrocinio del Comune di Civitanova Marche, è assolutamente gratuito.
“Street Food Time” ribadisce, anche quest’anno, l’importanza del cibo di qualità in cui la tradizione e la varietà degli alimenti incontrano la creatività e la personalità di giovani appassionati che, alle cucine super accessoriate dei ristoranti, preferiscono camioncini e spazi all’aperto come regno dove dare libero sfogo alla loro arte culinaria.
“Lo street food – spiegano Barbara Lunelli e Manolo Demenego della Blunel – è una realtà gastronomica viva e creativa che ha l’obiettivo di conservare una tradizione dal sapore familiare. E’ per questo motivo che i produttori di cibo da strada sono artigiani che esprimono appieno i valori dell’Italia più vera e autentica”.
Il tour enogastronomico è a tutti gli effetti uno degli eventi nazionali più riconosciuti del settore e ha come nobile scopo la valorizzazione dei territori e la promozione dei prodotti tipici regionali.

di ARNOLFO PAOLUCCI